Capelli e chemioterapia, una parrucchiera può supportare pazienti oncologiche

Rubrica dell'esperto Aprile 2024
Capelli e chemioterapia, una parrucchiera può supportare pazienti oncologiche

Per la “Rubrica dell’esperto” di questo mese, ONEBra si è rivolta a Giuseppina Croda: parrucchiera per vocazione ed imprenditrice. Giuseppina ci parla della sua attività nel negozio di Belluno, con particolare attenzione per le pazienti oncologiche.

Giuseppina nasce a Bolzano, da genitori in parte Trentini ed in parte Bellunesi ed in giovane età si trasferisce con la famiglia a Belluno dove intraprende il suo percorso di crescita professionale.

<<Giuseppina, potresti raccontarci come è nata la tua passione per i capelli?>>

Inizio ad occuparmi di capelli e di acconciature fin da quando sono bambina: la mia bambola Aurora è stata infatti la prima a ricevere le mie cure e su cui ho potuto sperimentare i miei tagli e le mie acconciature. Successivamente, ho intrapreso il percorso formativo di parrucchiera frequentando l’Istituto Fontana di Belluno (oggi Istituto Leonardo da Vinci) al termine del quale entro sono entrata nel mondo del lavoro iniziando appunto il mio percorso professionale in un negozio di parrucchieri. Dopo dieci anni, tramite un mio cliente, vengo a conoscenza che di lì a poco avrebbero aperto un negozio di prodotti per capelli. Mi viene richiesto di gestirlo e decido di accettare questa nuova sfida. Trascorsi alcuni anni, in cui mi cimento nel ruolo di responsabile di questo negozio, decido di aprire un mio spazio per la vendita di prodotti per capelli. Oggi la mia attività compie 12 anni.

L’attività di Giuseppina

La mia attività si declina in due rami diversi:

  • Consulenza per prodotti per capelli ed accessori;
  • Parrucche per pazienti oncologiche.

Un anno e mezzo fa ho infatti frequentato un master di coaching oncologico (con il metodo di Mara Mussoni), prima Cancer Coach certificata in Italia ed in Europa per dare un supporto alle clienti quando vengono in negozio ed un ulteriore corso di specializzazione con CPN – Cancer Pharmacy Network: rete di professionisti e farmacie specializzate.

<<Come ti sei avvicinata alla vendita di parrucche per pazienti oncologiche?>>

Ho innanzitutto notato come a Belluno e nel suo territorio provinciale mancasse un punto di vendita e consulenza per tutti coloro che stessero affrontando chemioterapia e la perdita dei capelli. I primi negozi si trovavano infatti a Treviso o a Venezia. Questo comportava difficoltà a livello logistico per le pazienti oncologiche. Da qui la mia decisione di inserire questo tipo di articoli nel mio negozio.
Allo stesso tempo ci tenevo particolarmente a poter contribuire nel far tornare le pazienti oncologiche a sentirsi di nuovo bene con se stesse, ritrovandosi nella propria immagine riflessa allo specchio e sentendosi quindi nuovamente belle fino al felice momento della ricrescita dei capelli dopo la chemioterapia.

<<La tua consulenza si riferisce solo alle parrucche o anche ad altri accessori come i turbanti da chemioterapia?>>

Come dicevo prima, la parte consulenziale considera sia le parrucche che gli accessori. Nel caso di pazienti oncologiche, quindi, dei turbanti. Nel mio negozio ho prodotti di diverse case madri.
Partendo quindi dal gusto personale della cliente, il mio compito sarà di indirizzarla verso un articolo più estroso/ elaborato o verso qualcosa di più semplice/ discreto. Ovviamente, oltre alle preferenze della cliente, andrò a considerare anche le caratteristiche di immagine della persona stessa. Si tratta quindi di una vera e propria consulenza.
A questa attività si possono aggiungere consigli di make-up con focus specifico su ciglia e sopracciglia: spiegando, ad esempio alla cliente, come disegnare con facilità le sopracciglia o, ancora, come applicare cipria e rossetto.

<<Quali sono le caratteristiche delle tue parrucche?>>

Sono tutte parrucche certificate come dispositivo medico. Si dividono in capelli sintetici di alta qualità e parrucche di capelli veri. Alcune sono fatte a mano, altre a macchina. Diciamo che la parrucca ha dei requisiti standard.
La parrucca di capelli veri può essere personalizzata dalla cliente stessa insieme al proprio parrucchiere, mentre la parrucca di capelli sintetici è più standard e statica. Per questo io come consulente e parrucchiera cerco di renderla più corretta sulla base della cliente che la vorrebbe acquistare (agendo un po’ da sarta della parrucca ed intervenendo quindi su volumi o frange).

<<Parlaci delle tue clienti>>

Sono contenta della clientela che si è formata negli anni all’interno del mio negozio.
Infatti, una delle soddisfazioni per me maggiori è vedere come alcune di queste clienti siano poi tornate da me, al termine delle terapie ed una volta guarite, per rendermi consapevole dell’ottima qualità dei miei prodotti e di quanto questi le avessero fatte sentire bene. Con molte di loro quindi si è instaurato un rapporto quasi personale, con interazioni molto frequenti e al di là della mera vendita.
Ovviamente i rapporti con la cliente finale variano in relazione di chi mi sta di fronte e del suo modo di affrontare la malattia.

<<Tra i tuoi clienti ci sono anche uomini?>>

Si, ma in numero nettamente inferiore rispetto alle donne; le motivazioni sono complesse e sostanzialmente di carattere psicologico. In breve possiamo affermare che pur subendo un forte disagio nella perdita del capello dopo chemioterapia, in genere il maschio ricorre sporadicamente all’uso della parrucca anche considerando che l’immagine dell’uomo calvo è stata sdoganata molto di più rispetto a quella femminile. Oltre a ciò, chi non sopporta il cambiamento del proprio aspetto, prende in considerazione la soluzione della protesi fissa.

I consigli di Giuseppina per una paziente oncologica

La parrucca dovrebbe essere vista come un oggetto in grado di valorizzare l’aspetto di una persona, di farla sentire meglio; ricordiamo che negli anni ’70 ed ’80 era considerata un vero e proprio must. All’epoca la parrucca rappresentava infatti una fuga dall’immagine consueta di sé.
Ritengo fondamentale trasmettere il concetto che la parrucca, oltre ad essere una necessità, è contemporaneamente un accessorio che deve valorizzare. Questo comporta il fatto che la scelta dell’immagine finale potrà anche essere diversa da quanto siamo abituati a vedere allo specchio.
Sarà la cliente stessa che deciderà se acquistare una parrucca oppure optare per un accessorio diverso, come un turbante da chemioterapia. L’importante è che non si veda la parrucca come un ripiego, ma come una scelta consapevole laddove l’ausilio di immagine rappresenta la cornice di un volto.

 

ULTERIORI APPROFONDIMENTI:

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I benefici della terapia sportiva

È un dato di fatto: praticare sport aiuta a migliorare la qualità della propria vita.

Quando il clima si fa più mite e l’estate è alle porte, non c’è niente di meglio che fare attività all’aria aperta per migliorare il proprio benessere fisico e psichico.

Nell’approfondimento di oggi, pertanto, ci soffermeremo su alcuni importanti studi che evidenziano gli effetti positivi che l’attività sportiva porta a livello fisico e mentale.

Correlazione fra attività fisica e cancro

Sulla rivista Cancer è stato pubblicato uno studio (che trovate qui) che ha visto coinvolti 127 soggetti oncologici ad un programma di dodici settimane strutturato in sessioni di training cognitivo-comportamentali. Tra queste, brevi sessioni di passeggiate ed attività più vigorose (come zumba, pallavolo e/o esercizi con l’elastico) e sedute di condivisione del proprio pregresso. Più del 90% delle persone coinvolte ha riscontrato un miglioramento a livello fisico ed emotivo.

Un risultato analogo è stato raggiunto anche da un ulteriore esperimento che ha visto coinvolte 2.500 donne affette di tumore al seno. Il team di ricercatori, coordinati dall’Italiano Antonio Di Meglio (oncologo presso l’istituto Gustave Roussy di Villejuif), ha infatti affermato che i pazienti oncologici dovrebbero idealmente seguire lo stesso iter di attività motorie che si raccomanda alla popolazione generica; ovvero 150 minuti di attività ad intensità moderata o 75 minuti di attività intensa per ogni settimana.

Infatti, dall’inizio della terapia sportiva, sono stati rilevati diversi benefici già dopo i primi sei mesi. In particolare, il campione di donne ha riportato meno dolori ed un miglioramento nella respirazione.
Le attività a cui le donne affette di cancro sono state sottoposte spaziavano dalla danza, al giardinaggio, al nuoto, alla camminata veloce fino alla pallavolo.
Di Meglio aggiunge poi come l’attività motoria sia di fondamentale importanza per quelle donne che, a causa del cancro, hanno avuto maggiori conseguenze negative a livello psicologico (ulteriori approfondimenti quiqui e qui).
In particolare, secondo l’oncologo, lo sport aiuterebbe le pazienti oncologiche a migliorare la propria qualità di vita recuperando una parte della loro quotidianità perduta, quella relativa all’esercizio fisico.

Un ulteriore studio, pubblicato su Breast Cancer Research and Treatment (che trovate qui), ha visto coinvolte 543 donne con diagnosi di tumore mammario con chemioterapia adiuvante.

In particolare, il campione di donne è stato sottoposto ad un programma di fitness cardiovascolare e rinforzo muscolare.

Lo studio ha così dimostrato come la terapia sportiva abbia favorito dei risultati migliori nel completamento del trattamento chemioterapico, aumentando la tolleranza del trattamento stesso.

Quindi perchè l’attività fisica fa bene?

Ci sono diversi benefici correlati ad una costante e sana pratica di attività motoria.

In particolare, l’esercizio fisico agisce sulla riduzione del rischio di cancro attraverso:

  • Il sistema immunitario;
  • La riduzione dei livelli di insulina: creando un ambiente a basso livello di zucchero si scoraggia la crescita e la diffusione delle cellule tumorali;
  • L’innesco dell’apoptosi (morte cellulare programmata in grado di causare la morte delle cellule tumorali);
  • La produzione di citochine, ovvero sostanze antinfiammatorie (l’infiammazione, specie se cronica, favorisce la comparsa di mutazioni nelle cellule e la trasformazione del tessuto sano in tumorale);
  • Il potenziamento del sistema antiossidante;
  • Un generale miglioramento dell’assetto ormonale e della composizione corporea (riduzione della concentrazione di alcuni ormoni, tra i quali gli estrogeni, a cui sono sensibili tumori come quelli dell’utero, del seno e della prostata);
  • L’accelerazione del tempo di transito del cibo nell’apparato gastroenterico (considerata una delle principali ragioni di prevenzione del cancro al colon);
  • Il miglioramento dell’attività intestinale: muoversi accelera il transito intestinale. Più lungo è il tempo in cui le sostanze di scarto rimangono a contatto con le mucose di stomaco e intestino, e più alto è il rischio che eventuali composti tossici o mutageni danneggino le cellule.

In aggiunta, si sottolinea come l’attività sportiva sia particolarmente indicata per contrastare e combattere i tumori al seno e al colon-retto. Allo stesso tempo, data la capacità dell’attività motoria di regolare il peso corporeo, la pratica sportiva si è fino ad ora rivelata un valido antidoto nei confronti di altri undici diversi tipi di tumore: all’esofago, al fegato, al polmone, al rene, allo stomaco, all’endometrio, alla testa e al collo e alla vescica.

Per questo motivo numerose associazioni propongono attività fisiche da svolgere in gruppo come l’iniziativa Trekking rosa, organizzata da  Donne di montagna (Trento) o, ancora, attività di canoa/kayak come l’iniziativa per “combattere il cancro al seno a colpi di pagaia” (Pink Amazons e pagaie in rosa sono alcuni esempi) o ancora la Full moon walk organizzata da Donne di Feltre.

Concludiamo quindi sottolineando quanto lo sport riporti benefici sia in termini di prevenzione che nella fase di trattamento oncologico.

ONEBra vi consiglia sempre di consultare il vostro medico per avere una chiara descrizione delle attività migliori per il vostro organismo e/o per la vostra tipologia di malattia.

ULTERIORI APPROFONDIMENTI:

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