Per molti tipi di cancro, la protonterapia è considerata la forma più avanzata di terapia di radiazione. Scopriamo insieme come funziona.

Per molti tipi di cancro, la protonterapia è considerata la forma più avanzata di terapia di radiazione. Scopriamo insieme come funziona.
Si tratta di una terapia simile alla radioterapia (link) che non utilizza raggi X ma protoni, ovvero particelle elementari dell’atomo dotate di massa e carica che può penetrare i tessuti in profondità. Quando i protoni entrano nella materia disperdono una piccola dose di energia e si registra un picco di energia rilasciata (picco di Bragg) poco prima dell’arresto della particella (Figura 1). Questa dose di energia può essere depositata con estrema precisione nel sito del tumore risparmiando i tessuti sani.
Si può applicare su tumori solidi e localizzati che vengono di norma trattati tramite radioterapia (es. tumori cerebrali, ematologici, gastrointestinali, sarcomi dei tessuti molli e dell’osso, linfomi di Hodgkin, trattamento dei tumori primitivi dei tessuti nervosi). Inoltre, la si utilizza spesso dopo un precedente trattamento radioterapico.
Si procede con una simulazione del trattamento per individuare una posizione che sia ripetibile durante le sedute di terapia protonica, e per definire un sistema personalizzato di immobilizzazione per il corretto posizionamento. Si esegue, inoltre, una tomografia computerizzata di simulazione al fine di definire un trattamento personalizzato da utilizzare al momento della terapia vera e propria.
Un ciclo di protonterapia può durare dalle 5-6 settimane circa coinvolgendo la paziente quotidianamente durante la settimana senza interruzioni. Durante il trattamento il paziente può stare a contatto con i suoi familiari, compresi i bambini, e condurre una normale vita lavorativa e sociale.
Ogni settimana durante il trattamento, verranno effettuate visite di controllo clinico che possono prevedere esami ematobiochimici e la compilazione di questionari inerenti il trattamento o la malattia.
Al termine, il paziente sarà visitato per controllare le sue condizioni cliniche e saranno prescritte, se necessario, eventuali terapie domiciliari e i successivi controlli clinici.
La scelta del trattamento di protonterapia più adatto è influenzata da diversi fattori quali il tipo di tumore (istologia, dimensioni, posizione, volume…), il grado di severità, dalla sede di malattia, dall’estensione, dall’età e dalle condizioni cliniche del paziente a cui possono essere combinati o usati separatamente intervento chirurgico, radioterapia e chemioterapia. I vantaggi della protonterapia sono molteplici perché il trattamento riduce gli effetti collaterali anche quando la dose di radiazioni rivolta al tumore è molto alta.
Nell’ottica della re-irradiazione, l’utilizzo della protonterapia ha lo scopo di migliorare l’indice terapeutico in termini di efficacia, tolleranza del trattamento, sviluppo di reazioni tardive e qualità di vita del paziente. Recenti evidenze di letteratura individuano la protonterapia come la migliore metodica radioterapica in caso di re-irradiazione.
Soprattutto nelle fasi conclusive della terapia, la paziente potrebbe sentirsi particolarmente affaticata ed essere costretta a ridurre o modificare le sue attività e abitudini quotidiane per un breve periodo di tempo. Inoltre, i dati raccolti e pubblicati sulla rivista “JAMA Oncology” di uno studio che ha coinvolto 1483 pazienti oncologici sottoposti a radio e chemio per tumore non metastatico ha dimostrato che i 391 pazienti trattati con la terapia protonica presentavano una riduzione del 66% del rischio di effetti collaterali gravi come dolore, nausea, diarrea e difficoltà respiratorie pur ottenendo risultati clinici paragonabili ad altre tipologie di radioterapia.
FONTI:
–https://protonterapia.provincia.tn.it/Il-centro-e-lo-staff/Protonterapia
–proton_therapy_factsheet.pdf (iba-worldwide.com)
–https://nutrition.careacross.com/it/proton-therapy-2020-04
-Baumann BC, Mitra N, Harton JG, et al. Comparative Effectiveness of Proton vs Photon Therapy as Part of Concurrent Chemoradiotherapy for Locally Advanced Cancer. JAMA Oncol. 2020;6(2):237–246. doi:10.1001/jamaoncol.2019.4889