Intervista a Elisa Zeni

Da donna a donna Aprile 2024
Intervista a Elisa Zeni

Per la “Rubrica da donna a donna” del mese di aprile, ONEBra ha intervistato Elisa Zeni: presidentessa, da diciotto anni, di ANVOLT Trento. ANVOLT è l’associazione nazionale volontari nella lotta contro i tumori, nata a Milano nel 1984.

L’esperienza di Elisa in ANVOLT (TN)

“La mia esperienza in ANVOLT inizia come volontaria, in parallelo al mio percorso professionale di contabile. Trascorsi alcuni anni in qualità di volontaria vengo nominata presidentessa dell’associazione sul territorio del Trentino.
ANVOLT è nata a Trento trentadue anni fa per garantire assistenza al malato oncologico. Poi sono stati creati nel territorio alcuni ambulatori di prevenzione oncologica femminile di prevenzione urologica, dermatologica, senologica e della tiroide. Abbiamo esteso gli aiuti psicologici, fondamentali sia per il malato che per i familiari del paziente e aperto ambulatori di nutrizione per dare un supporto a 360 gradi ai pazienti oncologici. Sono quindi nati alcuni progetti per supportare il malato. Tra questi “La forza e il sorriso”, laboratorio dedicato alle donne pazienti chemioterapiche e per questo violate nella loro femminilità. L’obiettivo di questo laboratorio è quello di far tornare le donne che, nel corso della loro vita hanno affrontato il cancro, di nuovo bene con se stesse, garantendo servizi ad personam quali trucco, cura dei capelli, massaggi e suggerimenti per la skincare.”

I laboratori di Skinlab

Sono pensati per permettere alle donne pazienti chemioterapiche di rivolgere tutte le proprie curiosità ed i propri dubbi a figure professionali che collaborano con ANVOLT. In questi laboratori, il focus non è rivolto solo al trucco, ma anche alla cura delle unghie, alla tipologia di massaggi più giusti per le pazienti o ancora alla cura della pelle e di eventuali cicatrici. La cadenza di questi laboratori è mediamente di due volte al mese, ma varia al variare delle richieste/ esigenze delle donne a cui ci rivolgiamo.

Altri laboratori

Con l’esperienza di nutrizionisti, organizziamo laboratori di cucina pensati per gli ammalati. L’obiettivo è infatti quello di partire da ricette fornite dai nutrizionisti stessi per arricchire il repertorio culinario dei pazienti che si impegnano nella realizzazione dei piatti suggeriti. Dopo alcuni anni dalla realizzazione di questi laboratori, è nato il libro “Donne in rinascita ai fornelli”.
Vi è poi una fisioterapista per fornire supporto e valutazioni post-intervento di rimozione del tumore. Ulteriori attività sono lo yoga, l’agopuntura e la riflessologia plantare.
Siamo poi attivi sul territorio nella promozione di convegni e di rassegne per fare formazione, a tutti, nel Trentino.

Ulteriori progetti

  • Pet Therapy per i malati in ospedale;
  • LAN_ANVOLT: attività della lana, mentre il paziente si trova ricoverato in ospedale. Sono nati dei bellissimi scialli che sono poi stati distribuiti nei reparti di oncologia;
  • Accompagnamento dei malati casa-ospedale sul territorio per ricezione cure oncologiche.

    Prossimi Eventi a cui parteciperà ANVOLT

    • 20 aprile 2024: Bell’Essere. L’evento si articolerà in una parte tecnica la mattina ed in una serie di laboratori dedicati agli ammalati nel pomeriggio. Sarà un evento gratuito, ma per via del numero limitato di posti prenotati qui;
    • Novembre 2024: Una finestra sulla vita (quarta edizione).

      I volontari di ANVOLT (TN)

      Con ANVOLT (TN), in questo momento, collaborano circa 25 volontari (tra dottori ed altre figure professionali). Al giorno d’oggi, riuscire a trovare volontari non è così semplice, mentre la collaborazione di tutti è estremamente gradita e fondamentale per il raggiungimento dei risultati migliori.

      Le sedi di ANVOLT (TN)

      Una sede si trova a Trento, un’altra a Rovereto, mentre gli ambulatori si trovano a Predazzo e a Lavis.

      Collaborazioni:

      • Scuola Alberghiera di Levico, che ci supporta a tutto tondo. I ragazzi a Natale realizzano sempre dei biscotti che portiamo nei reparti oncologici in ospedale;
      • Scuola di Taglio e Cucito “La Canossa” le cui studentesse sono al momento impegnate nella realizzazione di foulard che verranno poi donati al Day Hospital pediatrico.
      • … e molte altre in vari settori!

 

ULTERIORI APPROFONDIMENTI:

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I benefici della terapia sportiva

È un dato di fatto: praticare sport aiuta a migliorare la qualità della propria vita.

Quando il clima si fa più mite e l’estate è alle porte, non c’è niente di meglio che fare attività all’aria aperta per migliorare il proprio benessere fisico e psichico.

Nell’approfondimento di oggi, pertanto, ci soffermeremo su alcuni importanti studi che evidenziano gli effetti positivi che l’attività sportiva porta a livello fisico e mentale.

Correlazione fra attività fisica e cancro

Sulla rivista Cancer è stato pubblicato uno studio (che trovate qui) che ha visto coinvolti 127 soggetti oncologici ad un programma di dodici settimane strutturato in sessioni di training cognitivo-comportamentali. Tra queste, brevi sessioni di passeggiate ed attività più vigorose (come zumba, pallavolo e/o esercizi con l’elastico) e sedute di condivisione del proprio pregresso. Più del 90% delle persone coinvolte ha riscontrato un miglioramento a livello fisico ed emotivo.

Un risultato analogo è stato raggiunto anche da un ulteriore esperimento che ha visto coinvolte 2.500 donne affette di tumore al seno. Il team di ricercatori, coordinati dall’Italiano Antonio Di Meglio (oncologo presso l’istituto Gustave Roussy di Villejuif), ha infatti affermato che i pazienti oncologici dovrebbero idealmente seguire lo stesso iter di attività motorie che si raccomanda alla popolazione generica; ovvero 150 minuti di attività ad intensità moderata o 75 minuti di attività intensa per ogni settimana.

Infatti, dall’inizio della terapia sportiva, sono stati rilevati diversi benefici già dopo i primi sei mesi. In particolare, il campione di donne ha riportato meno dolori ed un miglioramento nella respirazione.
Le attività a cui le donne affette di cancro sono state sottoposte spaziavano dalla danza, al giardinaggio, al nuoto, alla camminata veloce fino alla pallavolo.
Di Meglio aggiunge poi come l’attività motoria sia di fondamentale importanza per quelle donne che, a causa del cancro, hanno avuto maggiori conseguenze negative a livello psicologico (ulteriori approfondimenti quiqui e qui).
In particolare, secondo l’oncologo, lo sport aiuterebbe le pazienti oncologiche a migliorare la propria qualità di vita recuperando una parte della loro quotidianità perduta, quella relativa all’esercizio fisico.

Un ulteriore studio, pubblicato su Breast Cancer Research and Treatment (che trovate qui), ha visto coinvolte 543 donne con diagnosi di tumore mammario con chemioterapia adiuvante.

In particolare, il campione di donne è stato sottoposto ad un programma di fitness cardiovascolare e rinforzo muscolare.

Lo studio ha così dimostrato come la terapia sportiva abbia favorito dei risultati migliori nel completamento del trattamento chemioterapico, aumentando la tolleranza del trattamento stesso.

Quindi perchè l’attività fisica fa bene?

Ci sono diversi benefici correlati ad una costante e sana pratica di attività motoria.

In particolare, l’esercizio fisico agisce sulla riduzione del rischio di cancro attraverso:

  • Il sistema immunitario;
  • La riduzione dei livelli di insulina: creando un ambiente a basso livello di zucchero si scoraggia la crescita e la diffusione delle cellule tumorali;
  • L’innesco dell’apoptosi (morte cellulare programmata in grado di causare la morte delle cellule tumorali);
  • La produzione di citochine, ovvero sostanze antinfiammatorie (l’infiammazione, specie se cronica, favorisce la comparsa di mutazioni nelle cellule e la trasformazione del tessuto sano in tumorale);
  • Il potenziamento del sistema antiossidante;
  • Un generale miglioramento dell’assetto ormonale e della composizione corporea (riduzione della concentrazione di alcuni ormoni, tra i quali gli estrogeni, a cui sono sensibili tumori come quelli dell’utero, del seno e della prostata);
  • L’accelerazione del tempo di transito del cibo nell’apparato gastroenterico (considerata una delle principali ragioni di prevenzione del cancro al colon);
  • Il miglioramento dell’attività intestinale: muoversi accelera il transito intestinale. Più lungo è il tempo in cui le sostanze di scarto rimangono a contatto con le mucose di stomaco e intestino, e più alto è il rischio che eventuali composti tossici o mutageni danneggino le cellule.

In aggiunta, si sottolinea come l’attività sportiva sia particolarmente indicata per contrastare e combattere i tumori al seno e al colon-retto. Allo stesso tempo, data la capacità dell’attività motoria di regolare il peso corporeo, la pratica sportiva si è fino ad ora rivelata un valido antidoto nei confronti di altri undici diversi tipi di tumore: all’esofago, al fegato, al polmone, al rene, allo stomaco, all’endometrio, alla testa e al collo e alla vescica.

Per questo motivo numerose associazioni propongono attività fisiche da svolgere in gruppo come l’iniziativa Trekking rosa, organizzata da  Donne di montagna (Trento) o, ancora, attività di canoa/kayak come l’iniziativa per “combattere il cancro al seno a colpi di pagaia” (Pink Amazons e pagaie in rosa sono alcuni esempi) o ancora la Full moon walk organizzata da Donne di Feltre.

Concludiamo quindi sottolineando quanto lo sport riporti benefici sia in termini di prevenzione che nella fase di trattamento oncologico.

ONEBra vi consiglia sempre di consultare il vostro medico per avere una chiara descrizione delle attività migliori per il vostro organismo e/o per la vostra tipologia di malattia.

ULTERIORI APPROFONDIMENTI:

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