Intervista a Jessica Resteghini

Da donna a donna Settembre 2023
Intervista a Jessica Resteghini

La testimonianza a cui abbiamo deciso di dare voce per la rubrica “Da donna a donna” di questo mese è quella di Jessica Resteghini, presidentessa della onlus Un ottavo rosa, e founder della pagina chetiseimessaintetta.

Conosciamo Jessica e la sua storia

<<All’età di trentatré anni, quando stavo cercando di avere il secondo figlio, ho scoperto di avere un cancro al seno. Il segnale d’allarme è arrivato eseguendo l’autopalpazione: pratica a cui, una volta al mese, mi sottopongo con scrupolo. In una giornata di febbraio mi sono accorta che nel mio seno sinistro c’era qualcosa di diverso dal solito. Nello specifico, ho avvertito la presenza di quello che io chiamo “un piccolo chicco di caffè, molto duro e poco mobile”.
Per ottenere una diagnosi corretta di quello che avevo percepito al tatto, mi sono dovuta però recare in ben tre strutture differenti. Mi preme sottolineare questo perché, qualora una donna, eseguendo l’autopalpazione dovesse accorgersi che qualcosa non va, le suggerirei di recarsi in un ospedale specifico (e non in un centro qualunque), per diagnosi ad hoc: breast units e facendosi fare un’ecografia al seno.>>

Il mio canale Youtube

<<Alla fine della terza visita mi è stato diagnosticato il cancro: questa notizia ha innescato in me una sensazione di paura ed angoscia per quello a cui sarei potuta andare incontro. Ho deciso di reagire a modo mio: aprendo un video-diario, un canale su Youtube in cui raccontavo i miei stati d’animo e allo stesso tempo, condividevo con il mio pubblico quante più informazioni possibili rispetto agli esami che stavo sostenendo. Nel 2018 nel web le informazioni riguardanti l’iter medico per la cura del tumore al seno scarseggiavano e credo di aver colmato un vuoto informativo che altre donne come me sentivano.
Quando ho aperto questo canale, non sapevo se sarebbe piaciuto ai più perché ho deciso di utilizzare un modo molto personale di raccontare i fatti, coerente alla mia persona e al mio modo di essere (di professione, infatti, sono un’attrice professionista oltre che un’insegnante). Volevo, nello specifico, parlare di me in modo serio ma non serioso. Per questo ho deciso di chiamare il canale: “Che ti sei messa in tetta”.
L’obiettivo dei video-diari era quello di condividere le mie esperienze con gli altri, pensando che queste sarebbero potute essere d’aiuto per tante donne, ma anche uomini, che stavano vivendo una situazione analoga alla mia.>>

<<Quali sono state le tappe nel tuo percorso di lotta contro il cancro al seno?>>

<<Dopo la diagnosi, ottenuta tramite ecografia prima e mammografia a seguire (la mammografia ricordo essere un esame obbligatorio solo superati i quarant’anni, a meno che non vi sia familiarità per il cancro al seno), sono stata sottoposta ad agoaspirato, per capire se c’erano cellule tumorali maligne o meno. Confermata la presenza di cellule maligne, mi hanno eseguito un’agobiopsia che ha permesso di identificare nel concreto il mio tipo di cancro (infatti le tipologie di tumore al seno sono varie e cambiano da paziente a paziente). Nel mio caso specifico si trattava di un cancro multifocale, multicentrico con una parte infiltrante che aveva compromesso tutta la mammella sinistra. Conclusa l’agobiopsia sono stata sottoposta a PET: per vedere lo stato di diffusione del cancro nel resto del mio corpo (l’esito, per fortuna, era negativo). Nel mio percorso, lo step successivo, fu quindi la mastectomia: asportazione della mammella. Mi preme sottolineare, anche qui, che esistono diversi tipi di intervento di asportazione del tumore:

  • Mastectomia nipple sparing: in cui se il capezzolo non è stato intaccato dal cancro (post analisi ad hoc) viene lasciato integro;
  • Mastectomia totale: in cui tutta la pelle è rimossa, capezzolo incluso, andando a lasciare una cicatrice dritta;
  • Quadrantectomia: intervento conservativo che permette di salvare il seno.

Nel mio specifico caso, sono stata sottoposta alla prima opzione riuscendo quindi a conservare il capezzolo. Dalla prima diagnosi all’intervento sono trascorsi tre mesi. Durante l’operazione è stato inserito poi un espansore nel muscolo pettorale, e questo è stato quindi gradualmente gonfiato per andare a creare una tasca per poter inserire successivamente una protesi (in silicone per simulare la forma del seno). Questa protesi non è definitiva perché ogni tot di anni la protesi va tolta, ritoccata e sostituita tramite ulteriore intervento. Al termine della mastectomia mi sentivo già più tranquilla. Subito dopo l’intervento è arrivato il risultato completo dell’esame istologico che ha classificato il mio tumore multifocale e multicentrico come ormono-responsivo. Sono rientrata quindi, fortunatamente, in una percentuale che mi ha dato la possibilità di essere sottoposta ad una terapia mirata di tipo ormonale. Si trattava nello specifico di una terapia salvavita, ma per nulla leggera (anche se solo ormonale). Dopo cinque anni, ho infatti ancora un sacco di effetti collaterali abbastanza fastidiosi. La terapia consisteva nell’assumere una pastiglia e nell’effettuare una puntura (Decapeptyl) che servivano per andare a bloccare gli ormoni come gli estrogeni e il progesterone. La mia vita, quindi, da quel giorno, è cambiata radicalmente: sono passata dall’essere una normalissima ragazza di trentatré anni, all’essere una donna in menopausa che dopo qualche mese di trattamento dimostrava sessantacinque anni a livello fisico. Purtroppo, ancora ad oggi, non ho la certezza di ritornare ad essere fertile.>>

La tua ONLUS

<<Dal mio canale Youtube, sono poi approdata sui social principali: Facebook ed Instagram. Questo perché mi sono resa conto che la comunicazione sul tumore risultava più immediata e fruibile. Molti dei contenuti che pubblico sono interviste a medici e professionisti sanitari che hanno voluto aiutarmi nel mio progetto, contribuendo così a creare video informativi che sono serviti a migliaia di donne e che continuano ad essere consultati. Questa mia esperienza sui social ha creato una grandissima community che ha voglia di aiutare gli altri. Da questo è nata quindi la mia ONLUS: “Un ottavo rosa APS”.>>
Vale altresì la pena notare che, soprattutto su Facebook, sono presenti diversi gruppi a supporto delle donne operate di tumore al seno (oltre ad Un ottavo rosa). Per riportare alcuni esempi:

  • Tumore al seno prima dei 45 anni
  • Tumore al seno
  • Oncobeauty
  • Oltre lo specchio
  • Il cancro al seno non è solo roba da femmine
  • Le Toste
  • Pink Amazons
  • 048 diritto alla salute dopo tumore seno/ovaio/utero

    Perché “Un ottavo rosa”?

    <<Il nome richiama il problema del cancro al seno. Infatti, oggi in Italia, una donna su otto si ammala di tumore alla mammella. Al momento sono 55.000 le donne che ogni anno scoprono di avere questo cancro.
    Lo scopo della nostra associazione è complesso, ma il punto focale è quello di creare una community in grado di aiutare concretamente donne che, nel corso del loro cammino, hanno avuto a che fare con il cancro al seno. La chiamo “nostra associazione” perchè oltre a me ci sono Elena e Tania.
    Questa nuova realtà si pone come obiettivo la creazione di una rete sociale volta a promuovere incontri tra consociate/i, la condivisione di esperienze e l’attivazione di canali dedicati per supportare nel migliore dei modi possibili le necessità di chi si trova ad intraprendere l’impegnativo percorso delle cure oncologiche, sia nei suoi aspetti emotivi, sia in quelli più pratici e concreti (come il reperimento di reggiseni appositi, parrucche, turbanti, prodotti specifici, ecc.).
    Non avendo scopi di lucro, il fine ultimo è quello di aiutare. Per farlo necessitiamo tuttavia del supporto di diverse realtà, con l’obiettivo di poter raggiungere il maggior numero possibile di pazienti oncologici, anche se è altrettanto gradito il contributo dei/delle consociati/e con idee, conoscenze ed attività di volontariato.
    Le finalità dell’associazione sono ispirate ai principi delle pari opportunità tra uomini e donne e sono rispettose dei diritti inviolabili della persona.>>

    Di seguito i canali delle fondatrici di Un ottavo rosa:

    Jessica
    Youtube Chetiseimessaintetta
    Facebook Chetiseimessaintetta
    Instagram Chetiseimessaintetta
    Elena & Tania
    Instagram pinkwomen

    Quali sono alcune attività importanti all’interno della prevenzione primaria?

    In generale, uno stile di vita sano. Quindi:

    • Bassi livelli di stress
    • Alimentazione bilanciata
    • No fumo
    • No alcool
    • Attività sportiva regolare

    Mentre nella prevenzione secondaria?

    • Eseguire con costanza l’autopalpazione, in primis da sé e quindi recandosi da un senologo
    • Sottoporsi con regolarità ad esami di tipo diagnostico, che sono indolori

    Qualora, qualche donna della nostra community volesse parlare con te possiamo condividere i tuoi contatti?

    <<Assolutamente sì. Il primo contatto che vi lascio è quello dell’associazione: unottavorosa.aps@gmail.com. L’altro, per chi volesse contattarmi direttamente per avere informazioni sui professionisti o sui video condivisi tramite social è: chetiseimessaintetta@unottavorosa.it >>

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