L’importanza del benessere della persona durante la terapia e la guarigione dal tumore al seno

ONEBra approfondisce Aprile 2024
L’importanza del benessere della persona durante la terapia e la guarigione dal tumore al seno

Per la rubrica di approfondimento del mese di aprile, ONEBra vi parla di quanto è importante donare momenti di puro benessere alle donne in terapia e di come si sta cercando di valorizzare il periodo di guarigione dal tumore attraverso informazione ed eventi per rendere più consapevoli sui vari benefici.

Bell’Essere Trento – Terza edizione

Da qualche giorno si è concluso l’evento del “Bell’Essere” tenutosi presso il Castello del Buon Consiglio a Trento.
Si trattava di un evento organizzato dall’associazione ANVOLT, la cui presidentessa Elisa Zeni è stata nostra ospite la scorsa settimana per la Rubrica “Da donna a donna” (se sei curiosa/o leggi qui) in collaborazione con l’associazione APEO, della quale anche Giovanna è stata nostra ospite (se sei curiosa/o leggi qui) .
Una giornata dedicata alla prevenzione, benessere e alla bellezza delle persone in terapia oncologica con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita e ritrovare il piacere della cura di sé.
All’evento hanno partecipato vari esperti professionisti come nutrizionisti, farmacisti, medici, ecc. e consulenti come noi di ONEBra, con lo scopo di sottolineare l’importanza di alcuni aspetti all’interno delle macroaree appena citate, per migliorare la qualità di vita delle pazienti oncologiche.

Gli sviluppi negli ultimi anni

Negli ultimi anni si sta puntando molto sulla prevenzione, per esempio durante l’ottobre rosa vengono dedicate intere giornate alla prevenzione del tumore al seno, mentre marzo è dedicato alla prevenzione contro il carcinoma colon-retto, maggio è il mese dedicato alla prevenzione contro i tumori ovarici, ecc. Sono eventi di sensibilizzazione che aiutano a far capire l’importanza della prevenzione per garantire un’aspettativa di vita più lunga e di qualità.
Oltre alla prevenzione si sta cercando di porre molta attenzione anche al “dopo”, cioè al periodo di guarigione dal tumore dopo interventi o terapie farmacologiche. Gli effetti collaterali della chemioterapia o della radioterapia, per esempio, si manifestano con conseguenze a livello estetico alle volte difficili da gestire, come la perdita dei capelli, l’alterazione fisiologica della pelle e l’indebolimento delle unghie.
Questi effetti influiscono sul benessere psicologico della paziente che sta affrontando un momento difficile della sua vita.
In questo contesto emerge il ruolo dell’estetica oncologica con il compito di alleggerire il duro impatto che questi effetti hanno sul benessere della donna in terapia. APEO, associazione professionale di estetica oncologica, si occupa proprio di questo, attraverso la formazione specializzata di estetiste per il trattamento di inestetismi durante le terapie oncologiche.

Uno studio del 2019 pubblicato su “Quality of Life research” ha dimostrato come l’applicazione di protocolli specifici adottati da estetiste di APEO su un gruppo di donne con tumore al seno abbia portato a dei miglioramenti di qualità di vita riducendo sintomi cutanei e stati d’animo negativi.
Per questo, l’importanza di donare momenti di puro benessere alle donne in terapia sta ottenendo sempre più attenzione, e si stanno sempre più diffondendo, grazie ad eventi come il “Bell’essere”, per rendere più consapevoli sui vari benefici estetici.

Il prezioso contributo delle associazioni

Ci sono tanti brand che offrono servizi gratuiti ad associazioni, come Marie Galland Paris all’associazione libellule (leggi qui) o vengono organizzati laboratori di bellezza gratuiti come i progetti organizzati da “La forza e il sorriso Onlus” in varie città italiane (leggi qui e qui) per le donne colpite da tumore.
Emerge la necessità di prendersi cura di tutti questi aspetti in un percorso che metta al centro il benessere psicofisico della donna.

La nuova consapevolezza di ridurre lo stress sia fisico sia psicologico può aiutare ad affrontare meglio il processo di guarigione e di cambiamento del proprio corpo.
È un viaggio complesso e profondo, che richiede un’amorevole cura di sé. Questo percorso spinge a guardarsi allo specchio con occhi nuovi, a riscoprire la bellezza interiore e esteriore. Fondamentale in questa fase è poter contare su professionisti competenti ed empatici, che lavorino con l’ obiettivo di promuovere il benessere fisico e psicologico del paziente, in ogni fase della malattia.

ULTERIORI APPROFONDIMENTI:

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I benefici della terapia sportiva

È un dato di fatto: praticare sport aiuta a migliorare la qualità della propria vita.

Quando il clima si fa più mite e l’estate è alle porte, non c’è niente di meglio che fare attività all’aria aperta per migliorare il proprio benessere fisico e psichico.

Nell’approfondimento di oggi, pertanto, ci soffermeremo su alcuni importanti studi che evidenziano gli effetti positivi che l’attività sportiva porta a livello fisico e mentale.

Correlazione fra attività fisica e cancro

Sulla rivista Cancer è stato pubblicato uno studio (che trovate qui) che ha visto coinvolti 127 soggetti oncologici ad un programma di dodici settimane strutturato in sessioni di training cognitivo-comportamentali. Tra queste, brevi sessioni di passeggiate ed attività più vigorose (come zumba, pallavolo e/o esercizi con l’elastico) e sedute di condivisione del proprio pregresso. Più del 90% delle persone coinvolte ha riscontrato un miglioramento a livello fisico ed emotivo.

Un risultato analogo è stato raggiunto anche da un ulteriore esperimento che ha visto coinvolte 2.500 donne affette di tumore al seno. Il team di ricercatori, coordinati dall’Italiano Antonio Di Meglio (oncologo presso l’istituto Gustave Roussy di Villejuif), ha infatti affermato che i pazienti oncologici dovrebbero idealmente seguire lo stesso iter di attività motorie che si raccomanda alla popolazione generica; ovvero 150 minuti di attività ad intensità moderata o 75 minuti di attività intensa per ogni settimana.

Infatti, dall’inizio della terapia sportiva, sono stati rilevati diversi benefici già dopo i primi sei mesi. In particolare, il campione di donne ha riportato meno dolori ed un miglioramento nella respirazione.
Le attività a cui le donne affette di cancro sono state sottoposte spaziavano dalla danza, al giardinaggio, al nuoto, alla camminata veloce fino alla pallavolo.
Di Meglio aggiunge poi come l’attività motoria sia di fondamentale importanza per quelle donne che, a causa del cancro, hanno avuto maggiori conseguenze negative a livello psicologico (ulteriori approfondimenti quiqui e qui).
In particolare, secondo l’oncologo, lo sport aiuterebbe le pazienti oncologiche a migliorare la propria qualità di vita recuperando una parte della loro quotidianità perduta, quella relativa all’esercizio fisico.

Un ulteriore studio, pubblicato su Breast Cancer Research and Treatment (che trovate qui), ha visto coinvolte 543 donne con diagnosi di tumore mammario con chemioterapia adiuvante.

In particolare, il campione di donne è stato sottoposto ad un programma di fitness cardiovascolare e rinforzo muscolare.

Lo studio ha così dimostrato come la terapia sportiva abbia favorito dei risultati migliori nel completamento del trattamento chemioterapico, aumentando la tolleranza del trattamento stesso.

Quindi perchè l’attività fisica fa bene?

Ci sono diversi benefici correlati ad una costante e sana pratica di attività motoria.

In particolare, l’esercizio fisico agisce sulla riduzione del rischio di cancro attraverso:

  • Il sistema immunitario;
  • La riduzione dei livelli di insulina: creando un ambiente a basso livello di zucchero si scoraggia la crescita e la diffusione delle cellule tumorali;
  • L’innesco dell’apoptosi (morte cellulare programmata in grado di causare la morte delle cellule tumorali);
  • La produzione di citochine, ovvero sostanze antinfiammatorie (l’infiammazione, specie se cronica, favorisce la comparsa di mutazioni nelle cellule e la trasformazione del tessuto sano in tumorale);
  • Il potenziamento del sistema antiossidante;
  • Un generale miglioramento dell’assetto ormonale e della composizione corporea (riduzione della concentrazione di alcuni ormoni, tra i quali gli estrogeni, a cui sono sensibili tumori come quelli dell’utero, del seno e della prostata);
  • L’accelerazione del tempo di transito del cibo nell’apparato gastroenterico (considerata una delle principali ragioni di prevenzione del cancro al colon);
  • Il miglioramento dell’attività intestinale: muoversi accelera il transito intestinale. Più lungo è il tempo in cui le sostanze di scarto rimangono a contatto con le mucose di stomaco e intestino, e più alto è il rischio che eventuali composti tossici o mutageni danneggino le cellule.

In aggiunta, si sottolinea come l’attività sportiva sia particolarmente indicata per contrastare e combattere i tumori al seno e al colon-retto. Allo stesso tempo, data la capacità dell’attività motoria di regolare il peso corporeo, la pratica sportiva si è fino ad ora rivelata un valido antidoto nei confronti di altri undici diversi tipi di tumore: all’esofago, al fegato, al polmone, al rene, allo stomaco, all’endometrio, alla testa e al collo e alla vescica.

Per questo motivo numerose associazioni propongono attività fisiche da svolgere in gruppo come l’iniziativa Trekking rosa, organizzata da  Donne di montagna (Trento) o, ancora, attività di canoa/kayak come l’iniziativa per “combattere il cancro al seno a colpi di pagaia” (Pink Amazons e pagaie in rosa sono alcuni esempi) o ancora la Full moon walk organizzata da Donne di Feltre.

Concludiamo quindi sottolineando quanto lo sport riporti benefici sia in termini di prevenzione che nella fase di trattamento oncologico.

ONEBra vi consiglia sempre di consultare il vostro medico per avere una chiara descrizione delle attività migliori per il vostro organismo e/o per la vostra tipologia di malattia.

ULTERIORI APPROFONDIMENTI:

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