Patologia oncologica e agopuntura

ONEBra approfondisce Maggio 2023
Patologia oncologica e agopuntura

Capita spesso da parte di pazienti che ricevono la diagnosi di tumore (ma non solo), di abbandonare la medicina scientifica e di abbracciare quella che viene definita “medicina complementare”, per alleviare i sintomi della malattia. Vediamo insieme il ruolo dell’agopuntura.

Patologia oncologica e agopuntura

Capita spesso da parte di pazienti che ricevono la diagnosi di tumore (ma non solo), di abbandonare la medicina scientifica e di abbracciare quella che viene definita “medicina complementare”, ovvero strategie alternative alle cure mediche, per alleviare i sintomi della malattia.

Uno studio pubblicato su JAMA Oncology nel 2019, rivela che circa 1 americano su 3, tra pazienti che hanno il cancro e/o che sono cancer-survivor, si affidano alla medicina alternativa. Inoltre, dallo studio emerge che i pazienti preferiscono non comunicare al proprio medico curante la scelta di affrontare anche delle cure non convenzionali, comportamento che si sconsiglia di adottare in quanto potrebbe essere rischioso per il/la paziente (lo dimostrano i risultati di uno studio pubblicato nel 2018 sempre sulla stessa  rivista, qui). È meglio verificare che non ci siano interferenze con i farmaci che si stanno assumendo durante i trattamenti chemioterapici e per questo il dialogo tra medico e paziente rimane un momento fondamentale.
Tra le varie pratiche di medicina alternativa che vengono seguite dalla maggior parte dei pazienti, troviamo l’agopuntura.

Cos’è l’agopuntura?

L’agopuntura è una pratica che deriva dalla medicina tradizionale cinese e che consiste nell’inserimento (non doloroso) di sottilissimi aghi (monouso e sterili) in particolari parti del corpo, chiamati appunto siti di agopuntura. La terapia si basa sull’idea che attraverso la puntura si riesca a liberare l’energia della salute e della vita che rimasta “ostruita”, può determinare la comparsa di problematiche di vario genere. Anche se non si conoscono i meccanismi precisi che agiscono in questa pratica, è verosimile pensare che la stimolazione dei punti specifici della superficie cutanea con gli aghi metallici, innesca meccanismi in parte biochimici (mediati da neuromediatori) e in parte bioelettrici.

L’OMS nel 2003 (documenti scaricabili qui) ne conferma l’utilità se praticata da sola o in associazione alle terapie tradizionali in alcune malattie, come quelle oncologiche, e con l’insorgenza di alcuni effetti collaterali come nausea, vomito e dolore.

Anche praticare Yoga e il movimento fisico ha riscontrato evidenze benefiche come approcci alternativi a quelli farmacologici.

L’agopuntura può essere di aiuto per i dolori causati da terapia ormonale?

L’agopuntura è un trattamento sicuro e nel caso di pazienti oncologici ha lo scopo di migliorare la qualità della vita riducendo gli effetti collaterali, in partiolare il dolore. Poiché è un terapia che non interferisce con i livelli ormonali, non ostacola l’effetto terapeutico degli inibitori delle aromatasi e per questo può essere un trattamento consigliato. In caso di dolore intenso si consiglia di parlare con il proprio oncologo che, di solito, indirizza la paziente verso un terapista del dolore che darà indicazioni sulla terapia farmacologica più adeguata per contrastare i dolori articolari (Artralgia: cos’è, cause e rimedi dei dolori articolari da farmaci).

Tuttavia, gli effetti collaterali sono soggettivi e anche l’effetto benefico dell’agopuntura potrebbe esserlo.

In particolare nella paziente con tumore al seno, le principali indicazioni dell’agopuntura sono state riassunte nelle linee guida della Society for Integrative Oncology (SIO), successivamente recepite ed approvate dall’American Society of Clinical Oncology (ASCO) nel 2018 (le potete scaricare qui) che raccomanda l’uso dell’agopuntura per ridurre il senso di nausea e vomito.

Quali sono le cause del dolore articolare durante terapia ormonale?

Più del 30% dei pazienti a cui viene somministrato il tamoxifene confessa di provare dolore a livello dell’apparato muscoloscheletrico al punto da decidere di interrompere la terapia oppure di continuarla con il supplemento di antidolorifici. Secondo numerose evidenze scientifiche il dolore sarebbe provocato da una riduzione dei livelli di estrogeni nel sangue a causa della terapia ormonale (qui). Gli estrogeni, infatti, hanno proprietà antalgiche stimolando il rilascio di oppioidi nel midollo spinale. Non a caso le donne riescono a tollerare il dolore del parto, proprio quando sono molto elevati i livelli degli estrogeni nel sangue. Inoltre, normalmente gli estrogeni tengono sotto controllo la risposta infiammatoria e quindi il dolore, ma se il livello ormonale si abbassa il dolore aumenta.
Non essendoci ancora dei trattamenti standard approvati ci si avvale della medicina alternativa.

In cosa consiste il trattamento?

I trattamenti si svolgono con cadenza settimanale o bisettimanale, hanno una durata di 20-30 minuti e il numero di aghi, la loro sede e la profondità dell’ago dipendono dalla patologia trattata, dalla sensibilità individuale del paziente e dallo scopo che si vuole ottenere.

ULTERIORI RIFERIMENTI:

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