Figura 3. Percentuale delle donne richiamate, percentuale delle donne che hanno ricevuto esito positivo agli screening successivi e percentuale dei casi positivi accertati. (I grafici sono un estratto dei dati raccolti da Francesca Battisti e collaboratori nell’articolo “Key performance indicators of breast cancer screening programmes in Italy, 2011-2019”, Ann Ist Super Sanita 2022 | Vol. 58, No. 4: 244-253, DOI: 10.4415/ANN_22_04_04).
Nell’arco del periodo considerato (2011-2019), le donne che hanno aderito al programma di screening hanno effettuato ulteriori screening. Circa il 5% ha ricevuto un esito positivo a cui sono seguiti accertamenti che hanno confermato la presenza di tumore nell’11% dei casi nel Nord Italia, mentre si è rilevato un 4-6% nelle rimanenti regioni (Figura 3). L’oscillazione di alcuni valori è dovuta alla non costante partecipazione di alcune regioni nella raccolta dati.
I dati raccolti hanno evidenziato come le condizioni socio-economiche della popolazione e la fiducia dei cittadini nei servizi della sanità pubblica abbiano impattato (con elevata probabilità) sulla raccolta dei dati. Inoltre l’efficacia di screening mammografico è strettamente correlata alla qualità delle immagini raccolte e alla performance di lettura da parte del tecnico radiologo. A questo si aggiunge la formazione di personale sanitario in grado di accogliere/rapportarsi con le pazienti ed il coinvolgimento di medici di famiglia al fine di rassicurare le donne ad effettuare spontaneamente lo screening.
La diminuzione di donne richiamate per ulteriori accertamenti sarebbe inoltre auspicabile per ridurre il loro stato di stress ed ansia oltre ad una migliore gestione delle risorse promuovendo screening ad alta sensibilità ed un adeguato training dei tecnici radiologi che, secondo indicazioni, dovrebbero garantire un minimo annuale di letture per mantenere performance elevate (tra le 3500 e le 11000 mammografie all’anno secondo le indicazioni della European Commission Initiative on Breast Cancer (ECIBC)).
Fortunatamente, nell’ultimo paio d’anni, i servizi di screening preventivo hanno ripreso a pieno ritmo e molte donne hanno aderito ai programmi proposti. Per GISMA “Ciò si traduce in un impatto in termini di vite salvate dell’ordine di 1-2 ogni 10.000 donne esaminate rispetto a 4-5 nelle donne oltre i 50 anni”.
Di seguito riportiamo alcuni dei prossimi screening gratuiti:
https://www.sempionenews.it/territorio/prevenzione-tumore-al-seno-da-settembre-screening-con-il-sistema-prenota-salute/?cn-reloaded=1
FONTI
–Contro il cancro l’Europa raccomanda screening nuovi e più estesi | Fondazione Umberto Veronesi (fondazioneveronesi.it)
–Key performance indicators of breast cancer screening programmes in Italy, 2011-2019 – PubMed (nih.gov)
–Breast cancer screening in Italy: evaluating key performance indicators for time trends and activity volumes – PubMed (nih.gov)