Reumatologo e tumore al seno: che cosa li accomuna?

Rubrica dell'esperto Aprile 2023
Reumatologo e tumore al seno: che cosa li accomuna?

Nella nostra Rubrica dell’esperto di aprile, diamo il benvenuto al Dott. Jaber, medico reumatologo presso l’ospedale S. Chiara di Trento, che ci aiuterà a capire la relazione tra patologia reumatologica e tumore al seno.

Dott. Jaber, ci può fare una breve introduzione su di lei, il suo percorso professionale e la sua esperienza?

Sono Masen Abdel Jaber, medico chirurgo e specialista in Reumatologia dal 2018, dopo aver terminato il mio percorso di studi presso l’Alma Mater di Bologna e poi l’Università degli Studi di Verona.

Attualmente lavoro come dirigente medico presso l’Unità Operativa di Reumatologia dell’Ospedale S.Chiara di Trento. In particolare mi occupo di gestione di patologie artritiche, malattie osteometaboliche, ecografia articolare ed infiltrazioni ecoguidate.

Qual è il ruolo di un reumatologo per donne che affrontano/hanno affrontato un tumore al seno?

Alcuni dei trattamenti utilizzati nella gestione del carcinoma della mammella incidono negativamente sullo stato ormonale della paziente: venendo meno gli estrogeni, deputati alla protezione della mineralizzazione ossea (costituita principalmente da calcio e fosfato), si sviluppa una condizione di perdita di qualità e quantità ossea con pertanto sviluppo di osteoporosi.

Quali sono le pazienti a maggiore rischio e quali sono i mezzi terapeutici a disposizione per fronteggiare le complicanze ossee?

Il calo estrogenico è variabile come entità e rapidità a seconda dei trattamenti oncologici utilizzati.

Le pazienti maggiormente penalizzate sono quelle giovani (<50aa), per le quali il trattamento con farmaci induttori della menopausa determina un crollo dei livelli ormonali: tale calo scatena pertanto una sensibile attivazione del metabolismo osseo che si traduce in una perdita di quantità e soprattutto qualità della mineralizzazione ossea.

La scelta del trattamento è il frutto di una integrazione di vari elementi, capace di definire il grado di rischio osteoporotico e fratturativo della paziente:

  • dati anamnestici (età, pregresse fratture, fattori di rischio fratturativi)
  • MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata) e radiografia dorso-lombare per escludere fratture vertebrali
  • esami ematochimici, in primis il valore di CTX (telopeptide C-terminale del collagene di tipo I), indice della rapidità di riassorbimento osseo e quindi della riduzione della massa ossea.

Le terapie osteoprotettive a disposizione sono: bifosfonati (alendronato) per via orale o per via endovenosa (zoledronato a cadenza semestrale/annuale), riservato ai casi non particolarmente a rischio viene somministrato il denosumab, anticorpo monoclonale assunto per via sottocutanea a cadenza semestrale. Questo risulta particolarmente indicato nelle pazienti a maggiore rischio, soprattutto di giovane età e non ancora in menopausa al momento della diagnosi neoplastica.

Come si sviluppa l’attività di supporto e cura reumatologica in queste pazienti oncologiche?

Il supporto reumatologico per le pazienti con carcinoma della mammella si verifica in un ambulatorio dedicato con cadenza settimanale, grazie alla collaborazione tra le Unità di Oncologia e Reumatologia (Ambulatorio Osteopatia metabolica). Le pazienti candidate alla visita reumatologica vengono pertanto valutate con esito di esami ematochimici e strumentali. La programmazione delle visite è strutturata e concordata attraverso una costante collaborazione con la Unità Operativa di Oncologia. Il servizio ambulatoriale è totalmente a carico del SSN.

Le donne che affrontano una terapia ormonale, che tipo di consigli/ aiuto le richiedono?

Le pazienti che afferiscono nell’ambulatorio dedicato richiedono spesso informazioni in merito al motivo della visita stessa e a quale sia la correlazione tra una patologia oncologica e una reumatologica. È nostro compito pertanto rispondere a tale richiesta di chiarimenti ed esporre quali siano i mezzi terapeutici utili per contrastare la malattia. Viene inoltre richiesta delucidazione sul ruolo degli approcci non strettamente farmacologici, comprese le abitudini alimentari/motorie e l’utilizzo della vitamina D.

Ci sono credenze popolari da sfatare? 

Durante la mia attività ambulatoriale cerco di veicolare il messaggio che in questa forma di osteoporosi, la giovane età ed i valori di massa ossea nella norma (misurati attraverso la densitometria ossea) non rappresentano una sicurezza contro eventi fratturativi. È infatti ampiamente dimostrato come larga parte delle complicanze fratturative si manifestino in queste categorie di pazienti, al contrario di quanto ci si potrebbe intuitivamente attendere.

Risulta altresì importante esporre la natura delle terapie a disposizione, con il razionale d’uso e i potenziali effetti avversi. In questo modo si riesce a creare una maggiore collaborazione con la paziente migliorando anche l’aderenza ai trattamenti.

Da sottolineare infine come la presenza di una condizione osteoporotica sia pressoché asintomatica e non responsabile di lombalgia, sintomo molto diffuso invece nella popolazione generale come risultato di problemi degenerativi, in primis artrosici.
RIFERIMENTI:
Dott. Masen Abdel Jaber
UOC Reumatologia – Ospedale S.Chiara, Trento

Altri articoli

Tumore al seno sintomi
Prevenzione

Tumore al seno sintomi

L’importanza di una corretta autopalpazione periodica è il primo passo per conoscere il proprio corpo e intervenire subito in caso di necessità. Sapresti riconoscere i sintomi del tumore al seno? In questo articolo vogliamo dare delle ulteriori informazioni per prendersi cura della propria salute in modo consapevole.

La ricostruzione della mammella dopo la mastectomia
Rubrica dell'esperto

La ricostruzione della mammella dopo la mastectomia

Nella rubrica dell’esperto di giugno, ONEBra vi presenta il Dr. Andrea Piedimonte, specializzato in chirurgia plastica, si occupa principalmente di ricostruzione mammaria e oggi ci racconta come funziona e quali sono le tecniche più utilizzate.

Forest Bathing: perchè fa bene
ONEBra approfondisce

Forest Bathing: perchè fa bene

All’inizio del mese di maggio, il team di ONEBra ha avuto modo di praticare il Forest Bathing e ne ha assaporato i benefici. Questi “bagni nella foresta” sono attività che pensiamo possano essere d’interesse per le nostre lettrici e i nostri lettori, proprio per i numerosi benefici che ne conseguono. Conosci questa pratica? ONEBra ti racconta di cosa si tratta.

Sopravvivenza dal tumore al seno. Conosciamo Laura e la sua storia
Da donna a donna

Sopravvivenza dal tumore al seno. Conosciamo Laura e la sua storia

La testimonianza a cui abbiamo deciso di dare voce per la rubrica “Da donna a donna” di questo mese di maggio è quella di Laura Bertazzolo, presidentessa dell’associazione “Riprogettare la vita” e donna forte sopravvissuta al tumore al seno.

Alimentazione e cancro al seno: cosa c’è da sapere
Rubrica dell'esperto

Alimentazione e cancro al seno: cosa c’è da sapere

Per la “Rubrica dell’esperto” di maggio, ONEBra vi presenta Camilla Diotallevi, biologa nutrizionista che ci racconta la relazione tra alimentazione e cancro al seno.