La ricostruzione della mammella dopo la mastectomia

Rubrica dell'esperto Giugno 2024
La ricostruzione della mammella dopo la mastectomia

Come funziona la ricostruzione del seno dopo un tumore e la mastectomia, quali sono le tecniche e i tempi di recupero 

Dopo un’operazione invasiva si possono prevedere delle soluzioni per tornare a sentirsi donne in armonia con il proprio corpo. Una di queste soluzioni viene offerta e spiegata dal Dr. Andrea Piedimonte, esperto, tra le altre cose, in ricostruzione della mammella. È proprio lui il protagonista della rubrica dell’esperto di giugno, il Dr. Andrea Piedimonte, specializzato in chirurgia plastica e che oggi ci racconta come funziona e quali sono le tecniche più utilizzate.

“Dr. Piedimonte ci parli della sua formazione e in cosa si è specializzato”

Mi sono laureato all’Università di Ancona in Medicina e Chirurgia nel 2001 e specializzato in chirurgia plastica sempre nello stesso ateneo nel 2006.
Ho trascorso gli ultimi anni di specializzazione e i primi da neospecialista a Parigi, dove nell’arco di 5 anni ho effettuato prima stages presso centri di chirurgia orbito-palpebrale, chirurgia del seno e chirurgia plastica post-bariatrica, poi ho occupato posti che fanno parte del sistema formativo francese ( prima 6 mesi da FFI, Faisant Fonction Interne, poi 2 anni da Assistant Spècialiste ), dove ho avuto modo di applicare le tecniche chirurgiche apprese.
Al mio rientro in Italia nel 2009 ho trascorso un breve periodo presso la Breast Unit della Clinica Multimedica di Castellanza in Lombardia per poi trasferirmi a Bolzano per motivi familiari.
Nel 2010 ho incontrato a Trento il dr. Paolo Cristofolini, che stava creando il reparto di chirurgia plastica all’ Ospedale Santa Chiara, presso il quale sono stato assunto nel 2014 e lavoro tuttora. Mi occupo da anni di ricostruzione mammaria, chirurgia dei tumori cutanei, chirurgia orbito-palpebrale e chirurgia plastica post-bariatrica.

“In che punto del percorso oncologico per tumore alla mammella lei entra in contatto con la paziente? In particolare per parlare delle opzioni di ricostruzione seno dopo tumore”

Per anni mi sono occupato di ricostruzione della mammella immediata, partecipando sia ai consulti con la chirurga senologa con la quale lavoravo che agli interventi concordati con le pazienti. Si trattava di un incontro successivo al consulto pre-operatorio oncologico e precedente all’intervento, che serviva a proporre la tecnica ricostruttiva più adatta al singolo caso.
Oggi mi occupo prevalentemente di ricostruzione mammaria differita, cioè intervengo su donne già operate della rimozione di un tumore al seno e ricostruite, che necessitano di perfezionare il risultato attraverso una sostituzione di protesi mammaria, una mastoplastica controlaterale additiva o riduttiva o un lipofilling del seno.

“Una volta che la donna viene operata può accedere alla ricostruzione del seno dopo mastectomia: ci spiega come funziona, quali sono le tecniche chirurgiche più utilizzate?”

Oggi la ricostruzione della mammella viene proposta a tutte le pazienti operate di tumore al seno, indipendentemente dalle terapie mediche effettuate ed eventualmente previste dopo l’intervento chirurgico.

  • Nel caso della QUART ( Quadrantectomia + radioterapia ) le tecniche ricostruttive più frequentemente utilizzate sono quelle di chirurgia oncoplastica, cioè plastiche mammarie applicate alla terapia chirurgica del tumore al seno.
  • Nelle pazienti che vengono sottoposte a Mastectomia (asportazione totale del seno), si può utilizzare un espansore, una protesi mammaria o tessuti autologhi ( lembi, cioè parti di tessuto della paziente trasferiti a ricostruire il seno).
  • Poi esiste il lipofilling ( o autolipotrapianto ), che consiste nel trasferimento di tessuto adiposo dell’addome o dai fianchi verso la mammella con cannule smusse, prevalentemente utilizzato in ricostruzione differita.     

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“Cosa scelgono maggiormente le pazienti operate, che scelgono la ricostruzione del seno dopo mastectomia e perché?”

Secondo la mia esperienza e nel caso di una mastectomia, scelgono le protesi mammarie, anche se la ricostruzione con tessuti autologhi presenta dei vantaggi che andrebbero spiegati e messi in evidenza in quanto meno conosciuti.  

“Quando viene fatta o meno la ricostruzione? Ha mai ri-operato una donna che aveva già fatto ricostruzione? Perché?”

Nella maggior parte dei casi al momento della rimozione del tumore al seno, come minimo con un espansore mammario nei casi di una paziente sottoposta a mastectomie e radioterapia o nei casi difficili da ricostruire. Se la paziente deve essere operata di QUART, la plastica mammaria va eseguita anche in questo caso immediatamente.
Mi capita spesso di operare pazienti già ricostruite per una serie di motivi, il più importante dei quali è che la ricostruzione mammaria dovrebbe essere considerata come una procedura da completare in vari interventi.
La complicanza più frequente di una ricostruzione mammaria con protesi è la contrattura capsulare, una deformità della fisiologica capsula peri-protesica che ne deforma il profilo e determina dolori cronici. In questo caso si sostituisce la protesi integrando con il lipofilling e nei casi più gravi si ricostruisce con tessuti autologhi. La ricostruzione autologa che ho avuto modi di applicare maggiormente in questi anni è il lembo di gran dorsale con lipoflling, che prevede l’utilizzo del muscolo gran dorsale integrato da tessuto adiposo autologo per ricostruire il seno dopo una mastectomia.     

Dal 2015 organizzo a Trento il BRA Day ( Breast Reconstruction Awareness day ), o giornata internazionale per la consapevolezza sulla ricostruzione mammaria. Si tratta di visite gratuite per pazienti già operate della rimozione di un tumore al seno e non ricostruite o insoddisfatte della propria ricostruzione. 

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CONTATTI:
E-mail: andrea.piedimonte@gmail.com
CV: https://andreapiedimonte.it/curriculum-vitae/

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